Ziche Il Marmo su Brescia Up

Ziche Il Marmo su Brescia Up

Possiamo proprio affermare che la Ziche, nel settore della piccola industria italiana, e’ la dimostrazione concreta di un nuovo modo di concepire l’azienda dove le idee nascono quotidianamente in tutti i reparti e da tutti gli attori quale imperativo assoluto ancor prima di fare prodotto..

Brescia Up

La consapevolezza che i marmi italiani sono i più pregiati del pianeta e che da sempre impreziosiscono i più importanti edifici del mondo è comune alla maggior parte di noi. Questo giustifica un certo orgoglio nazionalistico ma non sicuramente, come per taluni uomini del mestiere, pericolose e a volte fatali presunzioni che frenano il genetico spirito imprenditoriale italiano, facendo pensare che il vantaggio offerto da madre natura e il poter effigiarsi gratuitamente del titolo “Made in Italy” possano bastare per sopravvivere in un mercato globale.

La soddisfazione del lettore bresciano crescerà quindi ancor di più nell’apprendere che gli operatori di tutto il mondo, esperti di marmi, riconoscono come l’azienda che dispone in assoluto della più avanzata tecnologia e della migliore specializzazione per lavorarli si trova a Nuvolento, proprio in adiacenza ad uno dei bacini estrattivi lapidei più importanti a livello mondiale, quello del marmo Botticino.

E’ la Ziche s.r.l. che, con altri due partners operanti nel settore, la Mediterraneo s.r.l. e la Mediterraneo Servizi s.r.l., grazie ad un accordo di collaborazione pluriennale, ha formato un aggressivo gruppo di lavoro di oltre 40 persone.

La loro esperienza e crescita professionale hanno avuto luogo proprio all’interno delle stesse aziende e si accompagnano all’entusiasmo tipico della loro età media di 36 anni.

Leader e giovani, dunque! In un mercato globale così difficile, con previsioni sempre più negative, tale risorsa umana è sicuramente una delle armi più efficaci della Ziche che, contando altresì su due importanti giacimenti estrattivi, due moderni stabilimenti a Nuvolento ed investimenti nell’ultimo lustro per il solo settore tecnologico di oltre 14 milioni di euro (“senza alcun contributo statale a fondo perduto” precisano qui con orgoglio!), negli ultimi 5 esercizi ha conseguito una crescita costante del 15% all’anno del proprio fatturato. Con questi strumenti si appresta ora ad affrontare la conquista delle quote di un mercato ormai impazzito dove la competizione e’ talmente aspra da non essere più costruttiva, dove le regole non sembrano più certe e soprattutto eguali considerando che i competitori più diretti sono diventati spagnoli, turchi e cinesi.
Possiamo proprio affermare che la Ziche, nel settore della piccola industria italiana, e’ la dimostrazione concreta di un nuovo modo di concepire l’azienda dove le idee nascono quotidianamente in tutti i reparti e da tutti gli attori quale imperativo assoluto ancor prima di fare prodotto.

Il principale sostenitore di questo modo di pensare e lavorare è Ziche: Roberto Ziche. Due parole con lui in una delle frenetiche giornate di lavoro, gran parte delle quali vissute all’estero in ogni parte del mondo da Dubai a Los Angeles, da Casablanca a S.Paolo, da Beirut a Mosca, da Riyadh a Chicago, per comprendere che la sua principale attenzione e’ rivolta a consolidare una forza umana costantemente concentrata nello sviluppo di nuove soluzioni migliorative in ogni settore.

In sintesi, l’attenzione che ognuno dei collaboratori, qualunque mansione esso svolga, viva l’azienda come fosse propria nella consapevolezza che anche il singolo suggerimento, purché costruttivo e lungimirante, sarà valutato con estrema ed obiettiva considerazione.

Il messaggio è stato perfettamente capito e applicato da tutti.
Lo dimostra la consolidata fedeltà dello staff dirigenziale nonché la considerevole crescita del 26% del fatturato 2008 rispetto all’esercizio precedente, proprio nel momento in cui il vento della recessione soffiava già’ intenso come il Pelèr estivo di prima mattina sul Lago di Garda! Oggi la Ziche grazie alla tecnologia impiegata in ogni fase, dalla estrazione del blocco sino alla lavorazione finale dei manufatti, non solo garantisce la più alta qualità disponibile sul mercato ma è anche in grado di offrire la più alta quantità di lastre di marmo naturale lavorabili in un’ora da una singola linea produttiva con un valore che sfiora i 300 mq.

Per i più pigri ad usare la calcolatrice, vale a dire che, in meno di due giorni, sarebbe possibile pavimentare di marmo lucido e splendente un intero campo da calcio come S. Siro!

Non è un caso quindi che, grazie anche ad un team commerciale estremamente preparato composto da 9 persone, siano state acquisite importanti commesse e, fra le più note, possiamo sicuramente ricordare il Forum Grimaldi di Montecarlo, il Mall of Arabia di Jeddah, il Front See Villas Project di Casablanca, il Casinò di Macau all’estero, oppure l’Hotel Bellerive di Salò, il Centro commerciale Bennet di Orzinuovi fra gli ultimi in Italia.

Parallelamente al core business principale, negli ultimi tre anni, è stata altresì avviata la produzione e commercializzazione di calcari indirizzati all’industria cementiera, edile, chimica e stradale, vista l’elevata qualità dei carbonati estratti dai giacimenti con la medesima metodologia, professionalità e passione da 50 anni dedicati all’attività del marmo. Lo scorso ottobre abbiamo potuto apprezzare personalmente il fermento nell’anima di questa azienda in occasione dell’invito riservatoci per l’evento organizzato all’interno dello stabilimento di Nuvolento in concomitanza con Marmomacc 2008 di Verona, l’expo di settore più importante al mondo con più di 60.000 visitatori, dove l’immagine della Ziche quale leader dell’alta qualità dei marmi da lei principalmente lavorati, primo fra tutti il Botticino, è ogni anno magistralmente rappresentata da uno dei più grandi ed accattivanti stand presenti.

Ebbene, durante la serata intitolata “Emotions in Ziche’s marble 2008” abbiamo provato inaspettate e coinvolgenti sensazioni accolti nel ventre di un grande stabilimento produttivo, proprio dove, fino a poche ore prima, tonnellate di blocchi venivano movimentate e tagliate in lastre per proseguire senza interruzione lungo le linee di lavorazione, con una velocità che sino a poco tempo fa era riservata solo ad altri settori. E’ stato emozionante trovarsi di fronte alla imponenza di una scenografia dominata da blocchi illuminati, pieni di colore naturale, seduti ad un tavolo ed avvolti dalla musica e dalle voci di professionisti provenienti da varie parti del mondo: Larry Ray del North Carolina artista dei Platters, l’in- glese Julia S.Louis, esibitasi più volte al Festivalbar ed al Festival di S. Remo, e poi ancora la russa Alice Edun e gli italiani Raffaele Rinciari al pianoforte, Enrico D’Alessandro, Mattia Gian Lombardo, Massimiliano Masciari, Barbara Camposarcone, Daniela Belluati e Luca Aschieri. Toccante infine è stata la sensualità emanata dal tango argentino interpretato e cullato in maniera straordina- ria da due professionisti del calibro di Daniela Forconi e Francesco Pedoni appena rientrati dai campionati mondiali di Buenos Aires. E come non rendersi conto che l’ambiente circostante particolarmente pulito e ordinato, con i pavimenti in cemento consoni più ad una industria farmaceutica che non ad una industria di marmo, non era occasionale vista l’importanza della serata, ma una condizio- ne dei luoghi permanente ed essenziale come in ogni altra normale giornata lavorativa. Dimostrazione questa, anche dell’attenzione dell’azienda rivolta alla sicurezza dei luoghi di lavoro. Ancor più suggestive erano le immagini proiettate sul mega schermo dei siti estrattivi che testimoniano la non recente sensibilità’ all’impatto con l’ambiente circostante esaltata dalla regolarità e perfezione delle forme scolpite nella montagna tali da apparire come una gigantesca scultura scalare che evoca, solo per dimensioni e precisione, l’opera di Gutzon Borglum sul Monte Rushmore in Dakota raffigurante i 4 Presidenti Americani!
La Ziche ha dimostrato, anche in occasione di questo evento, di essere all’altezza della fama a lei attribuita e non è stata un caso neppure, oltre agli illustri ospiti locali, la presenza di clienti stranieri provenienti da ben 26 nazioni come sottolineato da Roberto Ziche, coach di questa invidiabile squadra, durante i ringraziamenti personali diretti ai dipendenti, ai clienti ed agli ospiti, al momento della presentazione del premio “1000 FIDELlTY” consegnato a sorpresa ai clienti presenti titolati, quale ultima invenzione commerciale dello staff Ziche per fidelizzare il terzo patrimonio dell’azienda: la clientela.

L’evento ha rappresentato anche la straordinaria occasione di toccare con mano le nuovissime ed uniche al mondo lavorazioni di superficie
identificate dal nuovo omonimo marchio specificamente coniato.
La novità di esaltare la superficie del marmo come se si trattasse di un tessuto, con l’infinita disponibilità di disegni, linee e forme progettate dal centro di ricerca dell’azienda fino ad arrivare anche alla riproduzione di marchi o loghi personali mettendo a disposizione del progettista o del committente infinite opportunità comuni al mondo dell’abbigliamento, è un’ulteriore prova di come la Ziche dimostri di essere una fabbrica di idee ed innovazioni. Siamo sicuri che la Ziche dimostrerà che, così come lo intendono loro, il vivere l’impresa nei prossimi anni significherà sempre meno fare profitto ma soddisfare il desiderio di realizzare idee e, a volte, sogni attraverso il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Magari diverten- dosi! Una meta anche secondo noi sicuramente più appagante. AUGURI!

Scarica l’articolo in formato pdf: Parlano-di-Ziche-su-Brescia-Up (1)

Torna alla pagina News

Leave a Comment

*

*

*Required fields Please validate the required fields